In Puglia tante belle cose: "Vendola vincerà"
A dirlo sono diversi fattori: il primo è il clima, già di festa, che si respira negli ultimi giorni di campagna elettorale. “Li cumpagn” – dicono i vendoliani – “sanno che stavolta si gareggia per vincere, non per partecipare”.
Per questo la mobilitazione è al massimo. Tira tantissimo il nuovo manifesto di Nichi, quello con la mamma, che ha oramai rimpiazzato tutti i vecchi poster con il triplice slogan “diverso/estremista/pericoloso”, che sono serviti a “stoppare” i più insidiosi argomenti in mano all’avversario. “Preempitive campaign” si potrebbe definire. Mi dico da solo quello che gli altri potrebbero rinfacciarmi. E infatti nessuno nel centrodestra ha avuto lo stomaco di tirare fuori l’omosessualità, e l’appartenenza di Vendola a Rifondazione adesso è qualcosa che pare non spaventare neppure i più moderati.
Dicevamo del manifesto con la mamma. Qui in Puglia la mamma tira ancora come una volta e il manifesto va via come il pane. La mamma ce l’hanno tutti, dà protezione, prepara le “strascinate”. E’ il rifugio sicuro, la mano che incontri sempre. Tanto più la mamma di un omosessuale, che ha dovuto affrontare i pregiudizi (prima i suoi, poi quelli degli altri) e ha vinto. Ha un figlio che è diventato deputato, quindi dev’essere stata una mamma eccezionale. E’ questo – più o meno – il ragionamento che l’uomo della strada si fa osservando il sorriso in primo piano della signora Vendola, con il figlio dietro, quasi in ombra, come a dire “se sono arrivato qui è merito suo”.
Massimo D’Alema, in una recente intervista, ha detto che votando Vendola si prende “in blocco” tutta la classe dirigente del centrosinistra pugliese. La cosa potrebbe spaventare qualche elettore, obiettivamente. Per fortuna il manifesto trasmette un messaggio ben diverso: “voti Vendola, e ti prendi anche la mamma”. Una garanzia di buon governo.
Il clima. Il clima di festa si respira sin da quando scendi nella stazione di Bari e vedi gli studenti fuorisede che tornano per abbracciare la mamma, lavare i vestiti e fare scorta di taralli e barattoli di sugo preparati sempre dalla mamma. Ma sui cartelli che portano in mano c’è l’epifania del vendolismo: “torniamo per votarlo”. Il Nichi Express che da Bologna e Siena arriva a Bari e Lecce. Ragazzi con e senza gli orecchini, in felpa, con la camicia e la giacca, oppure con quelle maglie dai colori acidi che fanno un po’ punk. Varia umanità.
Poi li vedi che trasportano volantini, a pacchi, per pubblicizzare le "120 ore per una Puglia migliore", un megaconcertone partito da Taranto lunedì scorso e che finirà a Bari venerdì. Trasmesso da Puglia Channel sul satellite e ripreso in decine e decine di città e paesi tramite maxischermi che stanno sorgendo come funghi in tutte le piazze pugliesi. Per la serata finale ci saranno Serena Dandini e Dario Vergassola, oltre a tanti gruppi pugliesi alcuni dei quali si sono fatti largo anche nello scenario musicale nazionale.
Intanto, girando per i paesi, ti accorgi che nel centrodestra qualcosa non va. Pochi comizi (che in Puglia attirano molto pubblico), una campagna elettorale basata soprattutto sugli spot in televisione (a proposito: quelli di Vendola sono davvero belli, si possono vedere su www.nichivendola.it), sugli incontri al chiuso e sul piccolo clientelismo. Il clima di 5 anni fa è ben lontano, quando Raffaele Fitto cavalcava sul povero Giannicola Sinisi, stracciato poi con 11 punti di distacco. Ma è lontano anche il clima della scorsa estate, nella quale il presidente della regione ha battuto la Puglia palmo a palmo, indisturbato, non perdendosi neppure le sagre delle “contrade”, mentre nel centrosinistra si scannavano senza cavare un ragno dal buco.Acqua pas sata. Come acqua passata sono i sondaggi che davano Vendola 6,7,8 punti sotto Fitto.
Ora c’è la moratoria, ma dal comitato di “Nikita” rassicurano: i risultati sono oramai stabili, il vantaggio intravisto venti giorni fa si è consolidato. E riguarda sia il candidato che la coalizione. Anche nei sondaggi che ha in mano Fitto. Il voto disgiunto, invenzione del presidente in carica per rubare voti dalla Margherita, pare che funzionerà, ma poco, molto poco. Un amministratore margheritino radicato nel Sud Barese, tra le campagne ricche (in tutti i sensi), ce lo dice esplicitamente: “I miei elettori voteranno Vendola”. E lo dice con l’aria di chi vuole aggiungere un “persino”.
E a confermarlo, pare che crescano, incredibile dictu, gli indecisi. Con l’approssimarsi del voto dovrebbero al contrario calare, invece nella Puglia delle eccezioni accade che una quota di “fittiani” ora sia in ambasce e non sappia se confermare il voto al suo presidente. Band Wagon lo chiamano gli esperti: salire sul carro dei vincitori. E qui il vincitore, nell’aria, tra le chiacchiere dei bar, nei discorsi di chi fa lo “struscio” nel corso o nella piazza del paese, è Vendola.
di Guido Iodice tratto da www.aprileonline.info
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