Vendola in vantaggio: è quasi fatta
I dati, ancora parziali ma quasi definitivi, danno Nichi Vendola in costante vantaggio su Raffaele Fitto
BARI - Una vera e propria ovazione tra le centinaia di supporter per strada ha accolto l’arrivo di Nichi Vendola al comitato elettorale barese. Quasi scortato dai più stretti collaboratori Nichi Vendola ha fatto fatica ad entrare nel comitato elettorale per la ressa di gente che continua a concentrarsi nel tratto di strada che è stato chiuso al traffico.
Contemporaneamente scende la temperatura dentro e fuori l’Hotel Oriente, sede del comitato elettorale del governatore uscente della Puglia, Raffaele Fitto: l’altalena dei risultati lo dà adesso indietro rispetto al suo antagonista, il candidato del centrosinistra Niki Vendola.
La distanza messa a segno nei confronti dell’avversario, il governatore uscente Raffaele Fitto, candidato del centrodestra, viaggia attorno al 2%. E’ questo quanto emerge dai dati della prefettura di Bari: delle 2.013 sezioni, le scrutinate sono 1.564 e la percentuale di Vendola è del 50,66%, contro quella di Fitto del 48,42%. Un divario netto che sostanzia quello ancora più ampio della proiezione Nexus, che dà Vendola al 51,2% e Fitto al 47,9%.
Gianfelice Galassi (Alternativa sociale) 0,48 per cento. Laura Scalabrini (Dc) 0,43 per cento.
VENDOLA, E' UN RISULTATO IMPREVISTO
«Si delinea il risultato più imprevisto e più imprevedibile: la mia era considerata una sfida impossibile, invece siamo vicini alla vittoria del centrosinistra sul centrodestra, di Vendola su Fitto, del programma dell’Unione sul centrodestra ringhioso, privo di programma e incapace di andare oltre il livello della produzione di fango». Lo ha detto, assediato dai giornalisti e dalla folla, Nichi Vendola, candidato del centrosinistra che secondo i dati al momento disponibili si avvia a battere il presidente uscente del centrodestra, Raffaele Fitto.
Vendola ha accusato il centrodestra «di avere insozzato con le parole negli ultimi giorni di campagna elettorale la dialettica democratica». Per questo - ha aggiunto - dovrebbero chiedere scusa: l’on.Mantovano che deve chiedere scusa ai miei genitori, a me e anche alla sua famiglia per la volgarità estrema delle parole che ha usato».
«Questa è una vittoria importante non solo per l’Unione ma per tutta la società meridionale». «Lo dico - ha spiegato Vendola, che dall’inizio dello scrutinio è in vantaggio sia pure di pochi punti sul suo antagonista, Raffaele Fitto - non avendo l’opportunità di festeggiare perché tra le cose importanti e gravi che accadono c’è la fine di un importante pontificato e, io credo, la transizione verso una nuova era di quel mondo fondamentale per le sorti del pianeta che è la Chiesa cattolica.
FITTO, NON SONO ARRABBIATO, UN PO' DELUSO SI'
«Non sono arrabbiato, un po’ deluso sì. C’è una tendenza nazionale chiara e limpida a favore del centrosinistra, è un dato politico su cui riflettere attentamente. E questo nulla toglie al dato strettamente amministrativo rispetto al quale sono tranquillo per il lavoro fatto in questi anni».
Si è presentato così il governatore uscente della regione Puglia, Raffaele Fitto, all’attesissima conferenza stampa nel quartiere generale dell’Hotel Oriente dove è stato messo in piedi il comitato elettorale. Un’attesa lunghissima poi il governatore si è presentato apparentemente sereno e pronto a fare «gli auguri a Vendola se - ha aggiunto - i dati noti saranno confermati».
Un passaggio di consegne tra il centrodestra e il centrosinistra così come avvenuto nel Lazio. «Qualcuno ha detto che sono stato troppo signorile che non ho usato l’accetta? - si è chiesto più volte Fitto - io sono così prima durante e alla fine della campagna elettorale: mi piacerebbe che ci si chiedesse se la Puglia fa parte dell’Italia oppure no». Come dire, la tendenza nazionale avrebbe trascinato con sè anche la regione Puglia dove «abbiamo amministrato bene - ha osservato Fitto - e lasciamo, se la lasceremo, una regione ben strutturata». E qui comincia a comparire l’amarezza di Fitto: il voto delle Regionali ha un significato politico sul quale il centrodestra, secondo l’ormai ex governatore, invita tutti alla riflessione.
Colpa delle riforme istituzionali? «Si è parlato di questo argomento più con slogan e comizi - ha risposto amaramente Fitto - che nel merito dei problemi».
Colpa della politica economica? «C’è stata una tendenza chiara a livello nazionale a favore del centrosinistra», ha risposto Fitto. Anche sul giudizio rispetto al voto disgiunto, Fitto ha rimandato ad una «valutazione seria quando avremo tutti i dati a disposizione». Alla fine ha rassicurato i giornalisti: sono qui fino a conclusione dello spoglio elettorale.
Notizia tratta da www.lagazzettadelmezzogiorno.it
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