Il sud è germogliato: rotte le amicie di forza
Intervista a Nichi Vendola il nuovo presidente della regione Puglia
ROMA - Unmilionecentosessantacinquemila voti non lo hanno cambiato. Così come non lo hanno cambiato la carica di Presidente della Regione Puglia strappata al delfino di Berlusconi Raffaele Fitto. Nicola Vendola, detto Nichi, è sempre lo stesso e per commentare la sua vittoria parla di movimenti, di alternative al neoliberismo, parla da quello che è sempre stato: un esponente della sinistra radicale ma anche un poeta. Un candidato che quando si iniziò a costruire la candidatura molti, nel centrosinistra, ritenevano eleggibile in Toscana, forse in Emilia, di certo non in Puglia. E invece il candidato Nichi Vendola ha preso circa 100mila voti in più rispetto alle liste che lo appoggiavano ed oggi, stanco ma felice si gode il successo.
Vendola, lei è la sorpresa di queste elezioni. Cosa ha permesso che si realizzasse una scommessa così azzardata?
"L'ha permesso un insieme di fenomeni relativi a smottamenti della coscienza diffusa, alla nascita di nuove forme di partecipazione, di cittadinanza attiva che spezza le catene della sudditanza passiva che Berlusconi ci ha imposto. Non è un fatto della politica ma della società, della cultura".
Ma cosa significa che un esponente della sinistra radicale vince in una regione del Sud?
"Significa che le classi dirigenti sono più arretrate del popolo. Significa che certa politologia deve rivedere alcuni dei suoi stereotipi mentre nella realtà si accumulano fatti, processi che alla lunga si trasformano in eruzioni di cambiamento politico. Ed ancora, significa che il sud d'Italia è, con tutto il sud del mondo, all'opposizione delle politiche neoliberiste. E' una rottura della camicia di forza imposta dalla destra, un cambiamento radicale che dimostra l'insofferenza verso chi smantella lo Stato sociale, chi impone la scuola della Moratti, chi porta il Paese in guerra e, infine, verso chi ha regalato l'unità nazionale al ministro Calderoli".
Lei ha partecipato a tutti i movimenti che negli ultimi tempi hanno scosso il sud Italia. Quanto c'è di quelle battaglie nella tua vittoria?
"Terlizzi per l'Ospedale, Scanzano per l'inceneritore, la Fiat a Melfi, ma anche il movimento no global e quello contro la guerra. La stagione dei movimenti ha fecondato questa terra che oggi germoglia".
Qual è stato il primo pensiero dopo la vittoria?
"Ho pensato a tutti quelli che hanno sempre perso nella vita e per una volta possono dire: 'questa volta abbiamo vinto noi".
di Andrea di Nicola tratto da www.repubblica.it
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