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Tutta la società civile con Vendola

di vendolapresidente (07/04/2005 - 00:33)

 

«Diverso» recitava uno dei manifesti elettorali. «Emozionato» dice oggi il nuovo governatore della Puglia. «Emozionato, perché capisco cosa vuol dire questa mia vittoria per la Puglia e per tutta la comunità gay. Uno straordinario risarcimento simbolico». Il presidente si confessa sul sito Internet gay.it. «Anche gli omosessuali - chiede l´intervistatore tra l´altro - ti hanno sostenuto. Ti senti ancora impegnato nelle battaglie Glbt?» «Mi sento assolutamente impegnato - è la risposta di Vendola - per la dignità di tutte le persone e per le loro libertà. Quindi, non ho alcuna intenzione di dimenticare chi sono io».

 E se il neo governatore si ferma, emozionato e incredulo, e Bertinotti commosso piange con lui al telefono, il mondo gay è in festa. Non c´è un partito con il mitico Pegaso e la bandiera tricolore, ma Vendola, uno dei fondatori dell´Arcigay nei lontani anni ‘80, è più di una bandiera. «L´elezione di Nichi, a presidente della Regione Puglia, ha svelato che "il re è nudo" - esulta Sergio Lo Giudice, presidente nazionale di Arcigay - l´ex scugnizzo gay può gridare al mondo la pura e semplice verità: che gli italiani siano meno aperti, meno civili, meno liberali del resto d´Europa è solo un alibi di comodo per chi ha paura di riforme sociali e civili». E un applauso al neo governatore arriva anche dall´altra metà dei gay, quelli politicamente "avversi".

«Io sono di Alleanza nazionale - dice Enrico Oliari, coordinatore nazionale di Gaylib, associazione gay liberali e di centrodestra - e i comunisti al potere mi fanno un po´ paura, ma stimo tantissimo Vendola e come gay l´avrei sicuramente votato, anche se come cittadino le mie scelte politiche sono diverse». «In puglia è cambiato il timoniere, ma siamo abituati a navigare nel mare in tempesta» Nicola De Bartolomeo, presidente degli industriali baresi all´indomani della vittoria di Vendola alla carica di governatore, non «abbandona la nave», ma si prepara «alla tempesta». Anche perché «non è la singola persona a guidare la nave, ma l´intero equipaggio».

E se gli industriali sperano che il «metodo di concertazione e confronto sponsorizzato da Vendola non sia una pericolosa perdita di tempo in un momento economicamente molto delicato», il mondo della sanità, quello della scuola, della cultura, degli ambientalisti e dello sport, a 24 ore dalla vittoria di Nichi Vendola, aspettano la squadra del neo-governatore. Chi con trepidazione, come De Bartolomeo, appunto, e chi con speranza come Domenico Pantaleo, il segretario generale Cgil Puglia, che invece proprio nella partecipazione e nella concertazione vede le chiavi per cambiare la Puglia.

«Si è aperta una fase di importanti cambiamenti - dice il segretario generale della Cgil - la vittoria di Vendola è un segnale, è un voto di speranza rispetto alla situazione economica, al mondo del lavoro, alle grandi questioni sociali». Pantaleo pensa già alla fase operativa del nuovo «timoniere», pensa a «un grande patto tra Regione, sindacati, forze imprenditoriali, istituzioni su pochi punti, ma che segnino una svolta al declino di questa regione».

Anche perché come dice Edoardo Winspeare, regista salentino, «quello che è successo in Puglia è unico: siamo meridionali, ma anche adriatici, uomini che non hanno paura del cambiamento. E io sono orgoglioso». Il regista del "Miracolo" ha votato a Depressa, nel cuore del Salento. «E per la prima volta all´uscita del seggio - racconta - ho sentito le vecchie signore dire orgogliose "Aggiu´ vutatu Vendolo". Proprio loro che hanno sempre votato la "croce"». E a parlare è un cattolico, ma un cattolico che con Vendola è tornato «a sognare», perché è un grande «leader, ma soprattutto un leader di una coalizione». All´indomani dell´ultima scheda scrutinata in tanti esultano. E in tanti sperano. «Eravamo molto preoccupati e lo siamo ancora per la devolution, e la minaccia che la polizia passi direttamente alle dipendenze dei governatori. Ma con Vendola presidente siamo più sereni» dice Pietro Colapietro, segretario regionale del sindacato di polizia Silp per la Cgil. «Non solo perché il voto della Puglia - spiega Colapietro - è un chiaro segnale al governo centrale, ma perché crediamo che Vendola sarà l´uomo del federalismo solidale e non pretenderà una dipendenza diretta della polizia, ma si batterà per un lavoro in sinergia».

E se per il sindaco di Cosenza, Eva Catizone, con Vendola «trionfa un´idea nuova della Puglia, quella dell´affermazione dei diritti, della tolleranza e dell´apertura nei confronti delle differenze», c´è chi aspetta con trepidazione la nomina degli assessori regionali. «La regione avrà sempre più un ruolo da protagonista nel mondo della scuola - dice Giuseppe Fiori, direttore generale ufficio scolastico regionale, che ora aspetta «solo la nomina dell´assessore alla formazione». Anche il pallanuotista Francesco Attolico, mitico ex portiere del Settebello nazionale, pensa al futuro, quello dello sport: «La Regione fino ad ora non si è molto interessata allo sport. L´aspetto politico di chi vince e di chi perde mi interessa poco - dice il campione olimpico - spero solo che lo sport in Puglia abbia un nuovo impulso, e che questa aria di speranza che si respira non sia la stessa che respiriamo ogni 31 dicembre, quando si spera che l´anno nuovo sia migliore semplicemente perché nuovo».

Dopo la vittoria, insomma, comincia l´attesa. «Il sogno si trasforma in realtà» esulta Filippo Anelli, segretario della Fimmg Bari - con Vendola finalmente torneremo a mettere al centro della politica sanitaria regionale le persone e non i bilanci». E la sanità sarà un duro banco di prova per il neo governatore e per quanti hanno creduto in lui. «Le cose da fare sono tante - dice Antonio Mazzarella della Cgil medici di Bari - ora bisogna rimboccarsi le maniche e lavorare piano e bene». Altro tema caldo, accanto alla sanità, è l´ambiente. «Abbiamo molte partite aperte - dice Pasquale Salvemini, coordinatore regionale del Wwf - il parco dell´Alta Murgia, l´allarme coste, il problema rifiuti, le zone a protezione speciale. Temi che sono stati sottovalutati in passato e ora hanno bisogno di essere valorizzati».

di Cristina Zagaria tratto da www.repubblica.it

 

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