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In Puglia civiltà, tolleranza e libertà di livello europeo

di vendolapresidente (07/04/2005 - 00:58)



L’elezione di Vendola sa di Europa, un’Europa annidata nel cuore del nostro Sud, che non tollera l’offesa, anzi la ritorce contro chi l’ha lanciata. Effetto boomerang.

L’autunno scorso in nome della lotta alle discriminazioni l’Unione Europea ha bocciato la candidatura a commissario di Rocco Buttiglione perché le sue posizioni omofobiche erano incompatibili con l’Ue dei diritti per tutti. Non valse a nulla, allora come ora, agitare l’insulto alla volta dei gay - parlare di Europa di “culattoni” - su carta ministeriale. Non è valso a niente offendere, anche questa volta da parte di responsabili di governo, alla vigilia delle elezioni. Nichi Vendola ha vinto, non perché gay, ma essendo gay. Alla Puglia “europea” non importa se il candidato sia etero o omosex. Sono sufficienti la sua bravura e la sua capacità ­ chi ha sentito parlare Vendola in pubblico lo sa bene ­ di catturare l’emozione di chi ascolta. Quale emozione più esaltante di quella della libertà? Ciò che fa differenza, tra destra e sinistra, è oggi «la capacità di intercettare la domanda di libertà», ha dichiarato Vendola. Oggi chi agita gli insulti contro gli omosessuali mette il bavaglio a questa domanda.

Una prova? Nel 2003 in occasione del Bari Pride scesero in piazza nel capoluogo pugliese 50mila persone per difendere i diritti dei gay, nel desiderio di sconfiggere il concetto di cittadinanza di «serie b». La città era in festa. Fu il primo segnale.

In questi giorni il popolo dei gay, delle lesbiche e delle persone trans esulta in Italia e festeggia in Puglia. «Il mio cellulare è tempestato di sms di felicità di amici gay non di sinistra che hanno votato Nichi», dice Viviana Loprieno, presidente del circolo Arcigay di Bari (Vendola è stato uno dei fondatori di Arcigay, nel 1985). Dunque, gli insulti e i colpi bassi agli omosex non pagano a destra.

Parlare catturando le emozioni di chi ascolta e agire senza tradirle dà corpo alle parole. Molti hanno sofferto in questi anni costatando l’«inversione di significato» che ha visto la «Casa delle Libertà» prendere in ostaggio l’amata parola e confinarla in un appartamento «privato». Non è più credibile parlare di libertà e strizzare l’occhio al pensiero omofobico. Ma neanche è sostenibile, come sottolinea Lo Giudice, presidente nazionale Arcigay, ritenere che gli italiani siano meno liberali del resto d’Europa. «E’ solo un alibi per chi ha paura di riforme sociali e civili». Gli italiani sono pronti.

E i politici? Non si nascondano dietro la «piccola Bari». E’ la forte domanda di libertà e di nuovi modelli che avvicina il sentire italiano alla mentalità d’Oltralpe. La Puglia di Vendola è l’«Europa» di casa nostra.

 di Delia Vaccarello tratto da www.unita.it

 

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