Non si vince solo al centro
L'analisi. La vittoria di un radicale in una regione come la Puglia smentisce tutti i teoremi sulla conquista del centro Questo giornale no. Sin dall'inizio abbiamo sostenuto la tesi opposta, e cioè che proprio la radicalità "gentile" di Vendola avrebbe fatto la differenza. Così è stato. L'altra tesi clamorosamente smentita dai risultati riguarda l'effetto del cosiddetto voto disgiunto. La legge elettorale pugliese, infatti, permette di votare il candidato presidente di una coalizione e contemporaneamente un partito dell'altra. Fitto (che ora tutti in Puglia chiamano "Scon/Fitto") aveva fortemente voluto questo meccanismo, desideroso di convogliare sulla sua persona i voti dei "moderati" del centrosinistra, sopratutto della Margherita e dell'Udeur. Durante lo spoglio, quando le proiezioni della Nexus davano in recupero Fitto, anche Massimo D'Alema si è sbilanciato, affermando che la coalizione aveva vinto ma che il presidente era ancora incerto a causa del candidato "difficile" del centrosinistra. Affermazione peraltro già esplicitata nei giorni precedenti. Ma anche D'Alema, che certo conosce la Puglia molto meglio di Sartori, è stato avventato nelle previsioni. I dati finali confermano: Vendola ottiene 100mila voti in più della sua coalizione. Anche Fitto sorpassa, in voti assoluti, il centrodestra, ma di 90mila preferenze. E, guardando alle percentuali, si scopre che quella del candidato del centrodestra è lievemente inferiore a quella dei partiti che lo sostenevano, mentre per Vendola è il contrario. In sostanza, il voto disgiunto, come sottolineavano ieri tutti i giornali pugliesi, è stato un boomerang per l'ex presidente. E, seppur di pochissimo, ha premiato Vendola. Ha cercato di recuperare in un elettorato considerato ostile e c'è riuscito grazie ad un programma serio e concreto scritto da un economista come Francesco Boccia, suo avversario alle primarie, che ha dato il senso di un atteggiamento verso l'impresa basato sul merito, la fattività, la voglia di intraprendere piuttosto che sul favore personale e sulle conoscenze degli amici degli amici. Su questo elettorato ha sicuramente avuto una grossa influenza proprio Divella, che si è presentato come il "garante" del candidato comunista e quindi, come sottolineava il centrodestra, "contrario alla proprietà privata". E’ indubbio, infatti, che il risultato pugliese è intimamente collegato al fenomeno della “primavera” di cui lo stesso Divella e il sindaco di Bari, Michele Emiliano, sono gli esponenti più significativi. Il risultato pugliese verrà probabilmente ampiamente studiato nei manuali di scienza della politica. Ma già ora si può dire che avrà ripercussioni importanti anche a livello nazionale: da una parte la sinistra moderata dovrà giustificare un fatto che smentisce tutti gli assiomi finora in auge. Dall’altra la sinistra radicale – e segnatamente Rifondazione Comunista, un partito nel pieno di una difficile e profonda revisione ideologica - è chiamata, per la prima volta in prima persona, alla sfida del governo, con conseguenze politiche di grande portata per questo pezzo dello schieramento progressista. di G.I. tratto da www.aprileonline.info
Una vittoria "vera". Vendola vince in quattro province su sei: Bari, Barletta, Foggia e (a sorpresa) Brindisi. Si tratta quindi di un affermazione vera, diffusa, seppur non larghissima come le proiezioni annunciavano. Per questo il tentativo di parte dei Ds di sminuire l'affermazione del nuovo presidente è del tutto fuori luogo. Sempre Massimo D'Alema ha messo in evidenza che la vittoria di Vendola è stata "di misura" mentre i risultati in altre regioni sono stati più confortanti. Ma in Puglia si partiva da una differenza quasi insormontabile (11 punti) rispetto alle precedenti regionali e con sondaggi, all'inizio della campagna elettorale, che avrebbero scoraggiato chiunque. Inoltre Vendola aveva di fronte il governatore migliore del centrodestra, tanto bravo che D'Alema stesso non ha mai nascosto la sua simpatia per Fitto. Questi però sono giudizi, non fatti. Il fatto è che la candidatura di Vendola non ha scoraggiato nessun moderato e contemporaneamente è riuscita a mobilitare tutto l'elettorato di sinistra. Qualcosa che nessuno si aspettava: basta leggere le dichiarazioni degli esponenti di centrodestra, frastornati da una batosta che pensavano impossibile.
La radicalità "gentile". La chiave vincente di Vendola, come dicevamo, è stata sicuramente la sua radicalità "gentile". Vendola, a dispetto dell'immagine della sinistra radicale che i media diffondono a piene mani, non è una persona in grado di "spaventare" l'elettorato moderato. Non lo è per due ragioni: la prima è la sua immagine. Vendola si è differenziato fortemente da Fitto, ma non dai pugliesi. Emblematico il manifesto con la madre e il mostrarsi, persino dopo la vittoria (e quindi non strumentalmente), come cattolico praticante. Vendola ha così annullato tutti i pregiudizi presenti non tanto nel popolo del centrosinistra, quanto nei suoi dirigenti, in quei "collettori di voti" che più avevano storto il naso alla vigilia. L'altra chiave di lettura riguarda il programma e i messaggi lanciati in campagna elettorale: Vendola ha incontrato, accompagnato spesso da Vincenzo Divella (presidente della provincia di Bari e industriale della pasta), i gotha dell'impresa pugliese e centinaia di piccoli e medi imprenditori.
D'altro canto il Vendola "poeta", che rompe i linguaggi consueti della politica, ha affascinato fasce di elettorato estranee alla politica. E' stato capace di disegnare un sogno.
Non si vince al centro. Insomma, è stato un errore teorizzare, come è stato fatto anche a sinistra, che un candidato radicale fosse un freno in una regione "bianca" come la Puglia. I più, soprattutto in casa diessina, consideravano la candidatura di Vendola un regalo a Fitto. Erano convinti che avrebbe perso le primarie (il suo avversario aveva il supporto di tutti i partiti tranne Prc e Verdi). Si opposero, ripescando il moderato Boccia, affermando che nella regione di Moro non avrebbe mai potuto governare un comunista.
Vota questo post





Ultimi commenti