Rifondazione: Pensando a qualcosa di piu grande...
Nicola Fratoianni, giovane, pisano, e segretario di Rifondazione Comunista in Puglia. Uno dei dirigenti più in vista nel partito, non solo da ieri, una di quelle leve bertinottiane, cresciute tra la giovanile del partito e i disobbedienti, sulle quali si sta creando la nuova classe dirigente di Rifondazione. Al congresso Bertinotti fu chiaro, parlando di una nuova generazione che stava maturando dentro il Prc, una generazione di giovani che non vengono più dal Pci e che non hanno vissuto il crollo del muro come una loro sconfitta. Fratoianni è uno di questi, uno dei più “promettenti”.
Allora Nicola, te l’aspettavi questo risultato?
Devo dirti la verità: sì. Abbiamo visto crescere consenso intorno a Nichi da quando abbiamo cominciato, il 20 ottobre, questa avventura con le primarie. Lo abbiamo fatto sulla base di un ragionamento, non è stata l’improvvisata di qualcuno che ha detto “ok, proviamoci”, sapendo in partenza che non ce l’avrebbe fatta. Certo, ad avercelo davanti, il risultato, fa un altro effetto. Battere l’imbattibile Fitto è una cosa che fa accapponare la pelle. Ma non è una sorpresa.
Eppure pochi ci avrebbero scommesso. Sartori il giorno dopo le primarie preannunciava disastri. Lo stesso D’Alema, fino all’ultimo minuto ha parlato di una candidatura “difficile”. Polito ha detto che sarebbe diventato buddista…
A D’Alema però va dato atto che si è speso molto. Ma s’è affrettato a dire che il voto disgiunto avrebbe penalizzato Vendola. Il dato finale è tutt’altro: il plusvalare di Nichi è stato maggiore di quello di Fitto. Cioè il contrario di quanto ci si aspettava.
Ma il dato politico importate è che è andata in frantumi la teoria che la guida di una coalizione non può che stare in una dimensione moderata, con il conseguente taglio delle ali per lanciarsi nella prospettiva di governo. Questa vittoria dice che un ciclo politico è alla fine. Viene confermato il vostro titolo che Aprileonline fece quando iniziò l’avventura di Nichi: “Buongiorno Gad, buonanotte Fed”. Cioè cadono tutte le ideologie sulla rincorsa al centro e la sua conquista. I manuali di teoria della politica andrebbero riscritti.
La vittoria di Nichi però chiama anche voi ad una riflessione identitaria.
Ora viene il difficile, per chi come noi ha incominciato, con il congresso, a discutere della critica al potere e del rapporto tra mezzi e fini e quindi la critica anche al governo come luogo di questo potere. Ora abbiamo l’occasione straordinaria di misurarci. Ora viene il bello, il difficile. Tutto ciò che si è messo in moto in Puglia ha molto a che vedere con i movimenti, da Seattle in poi. C’è una relazione profonda con quelle esperienze e con i movimenti di Scanzano, di Melfi, con ciò che si è messo in moto a difesa dell’art.18, i girotondi, i pacifisti. Il risultato pugliese è il portato del ritorno della partecipazione e dell’idea della politica come organizzazione dei bisogni, delle lotte, della partecipazione.
La sfida è partita dalle primarie. Un partito considerato e abituato a considerarsi minoritario si è messo in condizione di unificare la coalizione. Dall’altro lato si apre un altro punto: come si fa a connettere un’energia straordinaria di partecipazion, in forme spesso autorganizzate, come farne terreno di innovazione della soggettività politica? Questo patrimonio non deve essere disperso – non si può dire “tutti a casa, adesso arriva la politica dei politici” - né inglobato, non si può metterci sopra un cappello e dire “è tutto nostro”.
Pensi ad un social forum della sinistra critica diffusa.
L’esperienza dei social forum è una traccia, anche se conosciamo i suoi punti di crisi. La relazione tra pezzi della politica e forze sociali e movimenti può costruire spazi di elaborazione, confronto, iniziativa politica collettiva. Non bisogna perdere il vizio di innovare con coraggio.
Qualcosa si muove anche nazionalmente. Forse nascerà una Fondazione della sinistra promossa dalle riviste tra cui Aprile, Carta, Alternative…
Dentro la sinistra critica (o come si vuole chiamare) c’è questa discussione. La Puglia può fare un passo prima degli altri, può essere un laboratorio. Da noi c’è un lavoro che ha già dato un esito.
Guido Iodice da www.aprileonline.info
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