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Sabato festaggiata la vittoria di Vendola

di vendolapresidente (11/04/2005 - 23:56)

 

Spettacolo dal pomeriggio fino a tarda sera. Marcoré fa Gasparri. "Siamo in trentamila".

C´era Lucia, che da Tricase si è arrampicata sulle ringhiere di questa piazza enorme, piena come non mai, per lanciargli una rosa. Rossa. C´era la musica. Una giornata intera di musica, dalle 17 sino a mezzanotte per festeggiare il nuovo presidente della Puglia: Nichi Vendola. Anzi, Nichi e basta: qui in mezzo il governatore lo chiamano soltanto così. Ieri sera in piazza Prefettura c´erano ventimila persone (secondo la Questura, trentamila per lo staff del presidente) che ballavano e saltavano, applaudivano e si commuovevano, urlavano e ancora non ci credevano.

Una marea di gente diversa tra loro, tutti arrivati a Bari a piedi o in pullman per «festeggiare questa Puglia migliore».

Le danze si sono aperte alle 17 in punto. Sul palco "I Tropici del Prazzo". Nella piazza non erano ancora tanti, ma già ballavano. Tarantella, sonorità mediterranee. "Zompa" da una parte e zompa dall´altra. «In fondo la vittoria di Nichi - dice Nicola che viene da Carrassi ma ha le dred come Bob Marley - nasce proprio dal movimento. Un movimento inaspettato, un´onda anomala che ha spiaggiato i rifiuti e ha lasciato nel mare soltanto i pesci». Parlano, ballano i ragazzi di Nichi. Alle 19 la piazza comincia a riempirsi. Gli Officina Zoe suonano la pizzica e i baresi si divertono. Ci pensano gli Ziringaglia a riportarli per strada, violini gitani, zingari che camminano per la Puglia. Nel backstage cominciano ad arrivare le personalità.

C´è Franco Grillini, il deputato gay, che sprizza gioia dagli occhiali a fondo di bottiglia. C´è un gazebo bianco dove staziona il catering: vino rosso in fiaschi di plastica. Focaccia croccante. «Siamo diversi - dice Fabio Losito, violinista dei Folkabbestia, organizzatore dei concerti per Nichi - Diversi da quelli che c´erano prima. E allora?». E´ sera da poco quando sul palco salgono i Radiodervish per portare forse la migliore sintesi di questa serata: contaminazione. Cantano e suonano "Tu sì na cosa grande", riaccompagnano Domenico Modugno in Puglia mischiando le acque del Mediterraneo, cantano un poco in arabo e il ritornello in italiano.

Contaminazione, come le facce che ci sono in questa piazza: i capelli arruffati e sudati di quelli che ballano e pogano come matti dalle cinque di pomeriggio, ma anche le magliette - più composte ma lo stesso zuppe - dei ragazzi dell´Azione cattolica. Ci sono i giovani e i vecchi, comunisti e democristiani, quelli che ridono e battono le mani quando Divella saluta i "compagni" e quelli che s´imbarazzano quando Michele Losappio, sul palco, agita il pugno chiuso. Ci sono i capelli cotonati e i profumi antichi dei due loghi di questa campagna elettorale: la signora Antonietta, la mamma di Vendola, che lui abbraccia.

E la signora Angela Papa, seduta nel backstage dopo una vita passata a Japigia. E´ la protagonista dello spot più fortunato della campagna elettorale di Vendola, quello sulla sanità. «Ha vinto grazie alla faccia mia» dice. Ed è contenta. Dopo i politici sul palco ci vanno gli attori. Neri Marcorè fa Maurizio Gasparri, e sono risate.

Dario Vergassola fa Dario Vergassola e rivolge le domande: «Vendola, visto che l´orecchino è tanto politicamente scorretto, perché non si mette la bandana?». E ancora: «Visto che al presidente Fitto piacciono tanto le liste di attesa, non pensa che sarà contento di attendere in questi cinque anni di opposizione?». Davanti al palco c´era uno striscione grande, grande: SconFitto. Tutto attorno mentre i Folkabbestia, Luca Morino, Daniele di Maglie continuavano lo show, sventolavano le bandiere della Margherita e di Cuba, Rifondazione e Italia dei Valori. Ci dovevano essere anche 24 metri di bandiere della pace, piene di firme di questa campagna elettorale. Non hanno resistito. C´era il vento, governo ladro.

di GIULIANO FOSCHINI da www.Repubblica.it

 

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